giovanivecchi 1024x674I giovani sono sempre stati giovani da sempre… tutti noi lo siamo stati e/o lo siamo ancora. Quello che cambia è il modo di essere e di vivere questa gioventù al cambiare delle generazioni e mi spiego.

Quando ero io giovine, ascoltavo i ricordi dei “vecchi” fatti di ristrettezze, di vita non proprio spensierata fatta di privazioni e lavoro da subito. La mia educazione fu improntata a questo, mai uno spreco, mai una variante imprevista insomma quasi “mai na gioia” come si dice in quel di Roma Sud.

La mia gioventù si è consumata tra un po’ di sport, un diploma (che i vecchi non avevano), un lavoro iniziato all’indomani del diploma, i primi soldini destinati al futuro con qualche, poche, variante ludica. Tornando indietro ripercorrerei gli stessi passi, soffermandomi magari in quegli episodi che, proprio per gioventù, non si sono vissuti appieno credendo nel domani splendente: oggi che tutto sommato lo splendore immaginato lo abbiamo vissuto ricordiamo quegli episodi giovanili, che li per li, abbiamo trascurato.

Oggi i giovani, sono più sicuri di se stessi, hanno più certezze, in qualche caso hanno meno voglia di mettersi in gioco aggratis (si dice cosi a Roma Sud). Quindi ecco sti ragazzi che affittano dall’altra parte del mondo macchine e case per visitare qualche città  che personalmente ho visitato che ero già grandicello; oppure l’amico Mirko che mosso da una smania di conoscenza affitta insieme ad altri amici una barca per andare da Porto Santo Stefano all’Isola del Giglio: esperienza di mare? ZERO!!

Quello che ammiro in loro è questa determinazione a fare cose che sono di loro interesse… se usassero lo stesso impeto per altro sarebbero presidenti della Repubblica.

Certo la tecnologia li ha aiutati fornendo loro strumenti che noi sognavamo: siamo passati dai gettoni SIP allo smatphone, dalle biblioteche a Wikipedia, dalle Pagine Gialle e Trivago.com: il percorso e i mezzi sono quelli commisurate ai tempi che viviamo e non voglio dire che per loro è stato più semplice, certo è che il nostro massimo grado di conoscenza è diventata la loro base di partenza… e in questo chiaramente agevolati,

Altra discriminante tra noi e i giovani d’oggi è che loro tutti parlano per meno una lingua: per parallelo è come quando noi da giovani ci fregiavamo di avere la patente, per carità non la macchina, la patente: in pratica si aveva la frusta convinti di saper andare a cavallo!

Tutto questo preambolo per descrivere l’impegno che uno di questi ragazzi ha profuso in un suo interesse: Da circa 35 giorni MARIA (nome di fantasia) è a Beirut per un’organizzazione umanitaria che si prefigge in loco di istruire i bambini, profughi siriani, a passare un esame che permetta loro di avere un visto… Chiaramente la comunicazione e l’insegnamento è in inglese, perché i bimbi parlano in arabo…eh già siamo in Libano. Ogni giorno MARIA scrive in un blog le esperienze e l’amore che  ripone in questa attività intrapresa, e devo dire che aspetto con trepidazione questi suoi scritti come quando da giovine aspettavo l’uscita dell’ultimo numero di Topolino o dell’Intrepido. Dalle righe scritte traspare le difficoltà incontrate da una bella ragazza di 24 anni che si ritrova in una situazione dove deve condividere lo spazio vitale con altri suoi colleghi privandosi di tutte quelle comodità che in Italia lei aveva e conosceva bene. Ancora pochi giorni (gli incarichi durano 60 gg) e MARIA tornerà alla “normalità” fatta di cappuccino e cornetto, serate con gli amici, giornate al mare… credo che tornerà profondamente cambiata, un’esperienza del genere toccherebbe nell’animo chiunque

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